sabato 23 gennaio 2010

Partiamo da?

Partiamo dal presupposto che se hai nelle orecchie Anime Salve di De Andrè, è difficile concentrarsi e scrivere.
Detto questo, posso solo sperare che il treno parta presto.
Oggi è stata una giornata con i fiocchi e vorrei tornare a casa.
Inizio ad abituarmi ai mezzi pubblici e ai loro derivati.
Viaggiando con treno e metro ho sempre meno tempo a disposizione, ma stare immerso nel mondo invece che rinchiuso in un'auto non può farmi che bene.
Continua a piacermi il fatto di poter guardarmi in giro ed addirittura, tramite qualche domanda o veloce commento, avere rapporti umani.
Sono stanco di vivere per me solo.
A dire il vero non mi piace neanche vivere solo ma quando non puoi fare altrimenti non c'è molto da fare.
Purtroppo sono ancora impegnato nella mia personalissima ricerca del santo Graal per potermi purificare e mi piacerebbe combattere ma invece, ed aggiungo mio malgrado, sono obbligato a lottare solo contro i miei fantasmi.
Adesso è il turno di Creuza de ma... Altro disco da "fermate il mondo".
Non capisco una mazza di quello che dice ma la musica che "dal cuore parte per finire al cuore" fa si che le parole non servano.
Un po' come quando guardi un paio di occhi e sai già cosa ti voglia dire la bocca. Questo ovviamente nel bene e nel male.
Ultimamente sopratutto nel male.
E poi tocca chiedersi se è possibile essere stati così stupidi e ottusi.
Potrò mai essere altro?

venerdì 22 gennaio 2010

Altro giorno altra corsa

Adoro il mio telefono che permette di scrivere quasi decentemente mentre sto in movimento.
Vabbè... e quindi? Nulla. Torniamo a noi...
Ci sono giorni in cui mi rendo conto che non mi va bene nulla di quello che mi circonda.
Trovo sbagliata qualsiasi cosa interagisca con i miei cinque sensi e, se sto particolarmente predisposto, anche con il sesto, dato che tendo a supporre che chiunque si impegni a fondo per procurarmi i fastidi che avverto.
Allora inizio a dirmi che non sopporto i ray-ban a goccia perchè danno l'aria da arrogante o che non è possibile che ci si possa mettere certi profumi o che ad una certa età non si può giocare a fare le ragazzine eccetera eccetera sopratutto eccetera.
Insomma... Sono una checca acida.
Comunque sia... una categoria molto presa di mira dai miei scazzi è quella del sono-figo-dentro e cioé quella composta da uomini normalmente sotto il metro e settanta, sovrappeso, pizzetto e, in configurazione completa, anche la coda e fa niente se i capelli si sono ritirati a metà testa.
Fanno una pena quando li vedi insidiare mellifluamente la barista/cameriera/collega/qualsiasi-donna che gli capita a tiro.
Il loro modo untuoso e squallido di pensare che qualsiasi donna debba per forza di cose una "preda" è, se gli sui vuole fare un complimento, patetico.
Ma il mondo è bello perchè vario... magari per punizione gli toccherà sorbirsi la "ragazzetta" quaranttottenne, quella che si mette il jeans a vita bassao o la minigonna e le nike viola, intonate ai fermaglini che tengono i capelli tinti e tiritinti e che pur di sentirsi ancora appetibile, cede alle lusinghe pirata-morgan di turno.
Eh si... questo è uno di quei giorni in cui non mi va bene nulla.
Neanche che gli altri possano vivere la loro vita così come gli pare, fosse anche fingendo e recitando.
Dopotutto anche io sono stato un ottimo attore.

lunedì 18 gennaio 2010

Un giorno (quasi) come gli altri

Ultimamente mi capita di chiedermi cosa ci stia a fare nel posto in cui sto e questo è uno di quei momenti.
Era un po' di tempo che non prendevo un mezzo pubblico e il trovarmi insieme a tutta questa gente mi è risultato per lo meno inusuale.
Ma non provo disagio o qualsiasi altra sensazione sgradevole, solo che mi sento fuori posto.
Se posso fare un paragone azzardato, mi sento come quelle persone che non bevono da tanto e poi si rendono conto che non riescono a reggere neanche una birra.
Mi circondano occhi stanchi, facce abituate alle corse, al poco sonno, ai pochi soldi. Molte sono facce straniere ed allora mi chiedo come puoi avercela con chi è incazzato con la vita se la vita ti ha saputo regalare solamente un giubbotto in poliestere e scarpe che si scollano solo a guardarle.
Certo, io non sto messo molto meglio, ma comunque se c'è una cosa che fa male è sapere che ogni volta che pensi di aver toccato il fondo, ti rendi conto che qualcuno prima di te ha scavato ancora più a fondo e ti ha preceduto demolendo così le tue certezze.
La vita degli altri mi sfiora senza coinvolgermi e non mi suscita più domande.
Ogni tanto provo qualcosa che potrebbe assomigliare all'invidia, sopratutto quando incrocio lo sguardo di qualcuno che nonostante tutto mi sembra sereno.
Non parlo di chi sfoggia scarpe sportive di marca come conquista sociale. Quelli mi ricordano troppo me di qualche vita fa quando, straniero in terra natia, sfoggiavo i primi soldi guadagnati pensando di poter avvicinarmi più velocemente agli altri, mentre, senza saperlo, stava solo popolando quello che oggi è il mio personalissimo cimitero degli oggetti che raccontano solamente un tempo andato.
Degli altri mi colpiscono sopratutto gli occhi, ma devo dire che mi scopro a guardare sempre di più le mani e che, a volte, lo sguardo successivo cade sulle mie e, come dice la Mannoia, noto "la ferocia dell'assenza" ma purtroppo per me e le mie mani non ci sono petali di girasole per ricoprirla. Però su una cosa ha ragione, la solitudine non ha odore. E nenache rumore aggiungo io.
La solitudine è semplicemente un lungo silenzio che fa da colonna sonora a visioni sbiadite dalla consuetudine.
Ridendo e scherzando sono arrivato al capolinea
La mia vita é stata azzerata e prima ancora di capire come ricominciare devo capire se è il caso di farlo.